Natale 2011 a Matera: al via la nuova edizione dei presepi d’autore a Bernalda
Posted in Presepi by francesca

E’ arrivata alla XI° edizione, l’evento probabilmente più atteso dell’anno a Bernalda in provincia di Matera, in Basilicata. Si tratta dei Presepi d’autore una rassegna espositiva che infiamma il cuore e l’animo non solo dei cittadini ma anche di moltissimi turisti che, ogni volta non vogliono perdersi lo spettacolo. Sono presenti tante opere appartenenti ad artisti che giungono da vari angoli di Italia.La mostra è stata allestita nella Sala Incontro di via Cairoli e le riproduzioni della Natività si potranno vedere da domani al prossimo 6 gennaio con una sorpresa in più questa volta. E’ stata anche organizzata infatti la prima Edizione del Premio Don Mimi D’Elia. Si tratta di un interessante riconoscimento che è rivolto a tutte le scuole medie della provincia locale, in grado di dare un significativo aiuto mostrando le proprie creazioni nel corso della kermesse.

Sono già trascorsi trenta anni da quando in Sicilia e per la precisione nella borgata trapanese di Custonaci ha cominciato a svolgersi una manifestazione nota dovunque per la cura dei dettagli e l’attenzione nella ricostruzione della scena della Natività. Nel presepe vivente non ci sono soltanto degli attori in abiti dell’epoca, ma si respira una atmosfera d’altri tempi, il pathos viene fuori in tutta la sua potenza comunicativa e lo spettatore non può fare a meno di sentirsi parte integrante della scena. Viene riprodotta la vita ai tempi di Gesù e tutto sembra così vero da aver trasformato questo luogo in un vero simbolo natalizio e non solo per i siciliani. Chi si trova nella Trinacria, insomma, prima o poi passa da Custonaci e non se ne pente mai.

A Custonaci, in Sicilia, dove dal 1983 viene organizzato ogni anno uno dei più importanti presepi viventi di Italia, 350 attori residenti nella cittadina trapanese si trasformano per l’occasione in attori. L’evento prende vita a partire dalla notte dalla notte del 24 dicembre quando Maria a bordo di un asinello inizia il suo cammino con Giuseppe e si ripropone la storia legata alla ricerca dell’alloggio e della nascita di Gesù Bambino nella stalla. Intorno fiaccole e un lungo corteo. Si attraversa, quindi, un sentiero e si giunge fino a Scurati dove si trova il borgo di vecchie case rurali abbandonate in cui sorge la grotta Mangiapane. Il nome della apertura naturale rocciosa del Paleolitico deriva dalla famiglia che vi abità nell’Ottocento fino alla grande guerra.

La parola presepe o presepio per utilizzare il termine più antico, deriva dalla parola latina praesepium, ossia “recinto chiuso”. Questo ci da l’idea di quanto antica sia la tradizione del Natale e di quanti personaggi anche storici ne abbiano parlato nei secoli. Tra i primi a descrivere questa festa e quello che si prova furono Luca e Matteo i quali narrarono della nascita di Gesù in una mangiatoia.

Amate il Natale, credete di essere preparatissimi in merito a regali, addobbi, tendenze per l’albero Natalizio, auguri alternativi e quant’altro. Sapreste rispondermi se vi chiedessi qual è stato e soprattutto dove è stato realizzato il primo presepe di Italia. Nel frattempo che ci pensate, vado a rispondervi. Il presepio inteso come rappresentazione della Natività, fu creato e mostrato al pubblico nella chiesa di Santa Maria Maggiore, a Roma. L’usanza piacque molto e tutti vollero copiarla tanto che ben presto divenne piuttosto popolare e dalla Capitale cominciò a spostarsi via via nelle regioni del Belpaese.
Custonaci: dove si trova il presepe vivente più famoso di Sicilia?
Posted in Presepi, Tradizioni by francesca

Il presepe vivente in sè non sarebbe nulla di particolare, in quanto negli ultimi anni sembra essere diventata una vera e propria moda, eppure ci sono luoghi in Italia dove ricreare la scena della Natività nei particolari è davvero suggestivo, quasi una finestra sul tempo passato. E’ quello che accade, ad esempio, a Custonaci dove non solo si presta attenzione ad esempio ai protagonisti in merito a bellezza e abbigliamento ma ogni mestiere dell’epoca non manca. Il gruppo di pastorelli dalle fattezze umane si ritrova annualmente in questo angolo di Sicilia divenuto ormai famosissimo ben oltre i confini isolani e, addirittura, nazionali.

Che cosa significa la parola presepe (o presepio)? Quando è stato realizzato il primo? Come mai questa tradizione, seppur annebbiata dal pagano albero di Natale, va avanti nei secoli? Andiamo con ordine a scoprire i segreti meno conosciuti di tale usanza tanto amata quanto splendida. L’arte di ricreare attraverso “pastorelli” la scena della Natività, deriva dalla parola “stalla” o mangiatoia, per via degli animali che in quel periodo erano allevati in tale luogo e permisero la vita a Gesù Bambino, con il loro fiato in grado di riscaldarlo. Il termine è latino di origine e letteralmente si può tradurre con davanti la siepe o l’ovile.

Il simbolo natalizio del presepe, in Sicilia, ha da sempre una identità molto forte, tanto che non è raro vederne esportate idee e modelli anche fuori dai confini nazionali. All’inizio veniva ricreato quasi esclusivamente all’interno delle chiese, ma presto cominciò a essere realizzato pure nelle case, in un angolo della stanza o all’entrata dell’abitazione per rendere la festa non soltanto più sentita, ma ancora più caratteristica soprattutto dal punto di vista religioso. Si tratta di un impianto scenografico piuttosto semplice al cui centro si trova la grotta con il bambinello e dove viene ripresa la vita dei pastori, dei Re Magi e, chiaramente, della nascita del Bambino Gesù.
Le immagini del Natale:
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