L’Italia a dicembre rallenta solo in apparenza. Le città si illuminano, i centri storici si riempiono di mercatini, le famiglie si ricompattano attorno a tavole che sembrano non finire mai. Eppure, sotto la superficie delle tradizioni, qualcosa si muove. Le vacanze di Natale non sono più soltanto presepe, tombolata e messa di mezzanotte. Sono diventate un laboratorio domestico in cui convivono riti antichi e gesti recentissimi: lo streaming acceso mentre si frigge il capitone, il gruppo WhatsApp di famiglia che organizza il 26 dicembre, le partite seguite sul tablet mentre si sparecchia.
Non è una frattura netta. È piuttosto una sovrapposizione silenziosa.
