Natale: una classica favola della buonanotte

di isayblog4 0

 

Chi lo ha detto che le favole a Natale devono essere sempre a tema? Perché non riproporre quelle classiche che fanno sognare grandi e piccini e fanno parte dei ricordi di infanzia di tutti? Che ne dite della Principessa sul pisello di Hans Christian Andersen?

C’era una volta un principe che voleva avere per sé una principessa, ma doveva essere una vera principessa.

Perciò viaggiò per tutto il mondo per trovarne una, ma ogni volta c’era qualcosa di strano: di principesse ce n’erano molte, ma non poteva mai essere certo che fossero vere principesse; infatti c’era sempre qualcosa che andava storto. Così se ne tornò a casa ed era veramente molto triste, perché desiderava con tutto il cuore trovare una vera principessa.

 

Una sera c’era un tempo bruttissimo, lampeggiava e tuonava, la pioggia cadeva a catinelle, che cosa terribile! Bussarono alla porta della città e il vecchio re andò ad aprire.

Là fuori c’era una principessa. Ma com’era conciata con quella pioggia e quel brutto tempo! L’acqua le scorreva lungo i capelli e i vestiti e le entrava nelle scarpe dalla punta e le usciva dai tacchi; eppure sosteneva di essere una vera principessa.

“Adesso lo scopriremo!” pensò la vecchia regina, ma non disse nulla, andò nella camera da letto, tolse tutte le coperte e mise sul fondo del letto un pisello, sopra il quale pose venti materassi e poi venti piumini.

Lì doveva passare la notte la principessa.

Il mattino successivo le chiesero come aveva dormito.

“Oh, terribilmente male” disse la principessa, “non ho quasi chiuso occhio tutta la notte. Dio solo sa, che cosa c’era nel letto! Ero sdraiata su qualcosa di duro, e ora sono tutta un livido. E’ terribile!”.

Così poterono constatare che era una vera principessa, perché attraverso i venti materassi e i venti piumini aveva sentito il pisello. Nessuno poteva essere così sensibile se non una vera principessa!

Il principe la prese in sposa, perché ora sapeva di aver trovato una principessa vera, e il pisello fu messo nella galleria d’arte, dove ancor oggi si può ammirare, se nessuno l’ha preso.

Bada bene, questa è una storia vera!

 

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