Natale al freddo, Natale al caldo

 

Si lo so che con la crisi economica, rinunciare alle tanto amate vacanze estive e invernali è necessario, ma sognare non costa nulla, ancora di più in un periodo dell’anno così bello. Immaginate i nostri soliti festeggiamenti natalizi. Per carità, bellissima atmosfera e, a volte, la neve che rende tutto più romantico e poi immaginate di viverlo al caldo il Natale. Con un’altra temperatura completamente, riusciremmo ad amarlo allo stesso modo? Insomma, passata l’euforia del viaggio dall’altro lato del mondo, ci sentiremmo sempre al massimo o il clima è fondamentale per creare la magica suggestione?

Gesù Bambino o Babbo Natale: chi li porta i regali?

 

Sembra una domanda scontata, ma per me non lo era affatto. La mia famiglia era molto religiosa e pur avvicinandomi comunque alla figura del simpatico vecchietto dalla barba bianca e vestito di rosso, metteva sempre al primo posto Gesù Bambino. Era lui che creava la magica atmosfera del periodo con la sua santità e tutti lo festeggiavano. Valutando quanti sforzi facessero i più piccoli per cercare di comportarsi bene e per finire i compiti ed essere promossi, cercava di accontentarli e di far ricevere loro ciò che avevano chiesto. Senza esagerare, però. Le monellerie non erano ammesse e se nel pacco non c’era quelo che si era richiesto, bisognava attendere: c’era stato qualche problema.

6 gennaio, la Befana mi faceva paura

Nella mia famiglia, la Befana era una figura fin troppo secondaria e non mi avevano raccontato molto. I regali, quelli veri, del resto, arrivavano a Natale e la figura della vecchina vestita di stracci, come molti bambini, mi incuriosiva soltanto per un dettaglio: si muoveva a cavallo di una scopa. Questo doveva essere molto divertente ed, infatti, mi sarebbe piaciuto almeno provare. Non avevo paura di cadere, se ci riusciva una signora anziana potevo farlo anche io. Per dire la verità, nei primissimi anni non ricordo mai nessuno che mi disse approfonditamente di lei. Intorno ai sei anni, improvvisamente, la vicina di casa mi chiamò dicendo che la Befana era passata da casa sua e le aveva lasciato qualcosa per me.

Natale in cerca d’amore: 25 dicembre senza fidanzato

Il Natale è più bello quando oltre ai propri cari, si può contare anche su qualcuno accanto. Inutile dirlo che se si aspetta un fidanzato, se si è appena chiusa una storia d’amore o se si sogna un legame serio, il 25 dicembre diventa un misto di angoscia e attesa, che non permette di godersi al massimo l’evento. Chi non ha provato una sensazione del genere almeno una volta nella vita?

Babbo Natale o Mamma Natale?

 

La domanda ha un suo motivo d’essere: non in tutte le famiglie Babbo Natale passa quasi inosservato e i doni vengono posati sotto l’albero, senza riuscire mai a vedere chi li porta. In certe case, è il papà a vestirsi da Santa Claus, cercando di non far scoprire ai piccoli il suo travestimento e in molte altre, addirittura, la mamma. Direi anzi, che le “Mamme Natale” sono in continuo aumento e sono anche molto simpatiche, perché meno pasticcione dei loro “colleghi” uomini.

Decorazioni: quale Babbo Natale?

 

Mia madre aveva trovato tanti piccoli deliziosi Santa Claus, panciuti e con la barba bianca e li aveva messi come decorazione dell’albero di Natale. Il vestito di ognuno di essi era di velluto e come ogni Babbo Natale che si rispetti avevano un sorriso stampato sul piccolo viso. Tuttavia, ogni anno è guerra a chi lo sceglie più bello e, soprattutto più grande e se prima il simpatico vecchietto che porta i doni ai bambini la notte del 24 dicembre rimaneva in casa, pronto a mostrare i suoi cadeaux, da una manciata di anni le cose sono diverse. Babbo Natale resta fuori in balcone e si arrampica perché visto che in pochi possiedono un camino, dovrà pur arrivare all’interno in qualche modo.

Capodanno: anno nuovo, via le cose vecchie

 

Quando scatta la mezzanotte del 31 dicembre, scoppia una vera guerriglia e, negli ultimi tempi, confesso che questa cosa mi preoccupa. Mi chiedo come facevo a restare in giro qualche anno fa, intorno a botti e spari e, come ogni festa che si rispetti, non manca mai nessuno che deve esagerare. Eppure c’è una abitudine che non vedo più da parecchio, ma sono sicura che nei piccoli centri italiani o in alcuni quartieri della grandi città, continuerà ad esistere. Se è vero che il fenomeno che porta a Capodanno a liberarsi delle “cose vecchie” resiste, da decenni, aggiungerei per fortuna, non ho più visto stoviglie rotte per strada. Sono sicura però che si tratta solo di un caso.

Il Natale tanto tempo fa: le Piccole Donne

 

Il Natale è una festa che mette addosso tanta gioia e ormai lo stesso termine per ricordarlo è sinonimo di felicità. Non per tutti è così e per chi come me non aspetta che questa festa per tutto l’anno, da sempre, è strano crederlo. Ragionandoci bene, però, è facile comprendere che oggi il 25 dicembre ha poco in comune con le feste del passato e tanto consumismo può dare fastidio. Immagino come doveva essere un tempo, quando non era la crisi economica ad abbassare il livello di benessere: certi lussi non si erano mai visti comunque e ci si accontentava delle piccole cose. Un pò come nella storia delle Piccole Donne, un racconto che mi piace spesso rileggere.