Capodanno: poesie Madre Teresa di Calcutta e Gianni Rodari

 

Una più briosa l’altra più profonda ma, se volete sapere la mia le apprezzo entrambe e così anche il terzo componimento. Sono poesie molto sentite sul nuovo anno che arriva. Certo con un diverso spirito ma comunque perfette per il Capodanno. Questa festa ormai diventata solo appannaggio di baldoria e divertimenti, in realtà, dovrebbe far ragionare agli errori dei mesi precedenti per poter cambiare migliorando. Ogni artista ci dice a modo suo cosa ha provato e quali sono i suoi propositi, basta saper leggere tra le righe. Ecco delle rime a tema:

Alla scoperta di Babbo Natale di Cristina d’Avena, il testo

I più giovani, probabilmente, non lo ricorderanno questo cartone animato. Non mi sembra che ci siano delle repliche in corso anche nei canali privati. Alla scoperta di Babbo Natale era un cartone animato molto particolare e, soprattutto, tematico dedicato un pò alla storia e al lavoro di Santa Claus. Una storia che finalmente lo metteva veramente in luce e lo faceva conoscere al mondo. In un posto quasi fatato di personaggi dalle fattezze di folletto, lui era il protagonista dolce e simpatico e i bambini lo amavano quindi ancora di più. La sigla di cui noi vi riportiamo il testo, era cantata da Cristina D’avena e si imparava subito. Io la canticchio ancora, anzi ricordo molto di più della canzone che del cartone vero e proprio. Non fu un successone come molti altri, ad esempio Kiss me Licia o Creamy, ma ha fatto comunque parte dei programmi tv più amati del periodo anni Ottanta e Novanta, quelli in cui eravamo piccoli.

Let it snow o Have Your Self A Merry Little Christmas

Lascia che nevichi: un bel modo di immaginare la sera di Natale, romantica e tipica. A questa canzone sono molto legata, mi mette allegria e credo che nonostante il trascorrere del tempo resti attuale e melodiosa. Certo è bella anche Have Your Self A Merry Little Christmas, ma se volete sapere la mia io preferisco la prima. A voi, invece, quale piace di più? Sarà che ho trascorso pochissime volte questo felice evento con la neve, ma intanto mi piace sognare che ne arrivi uno tutto imbiancato:

Natale: canticchiando Happy Xmas (War is over) di John Lennon

Si forse sarà un motivo musicale fin troppo noto, ma non ditemi che non vi viene spontaneo, ogni anno, canticchiare questo pezzo anche sotto la doccia. Sa del periodo profondamente, di pubblicità dei panettoni, di regali sotto l’albero, di decorazioni e di luci soffuse. Ricordo che in terza media, durante un evento a tema, tutta la scuola lo intonò e si creò un gran momento di condivisione prima della grande festa. E’ questo probabilmente il vero significato del periodo, della nascita di Gesù Bambino e di quella gioia che dentro sembra rinascere, peccato che noi l’abbiamo fin troppo dimenticato lo spirito tra consumismo, menù e ospiti in casa. Resta sempre un grande pezzo Happy Xmas (War is over) di John Lennon, insomma, che racconta in ogni strofa che cosa significa veramente per tutti quel giorno santo che corrisponde ogni volta al 25 dicembre.

We Wish You A Mery Christmas o White Christmas

Possiamo dirvi la verità? Non riusciamo a rispondere a questa domanda che noi stessi abbiamo posto e speriamo, a questo punto, che la scelta sia più facile per voi. Verrebbe da dire che è più frizzante We wish you a merry Christmas, ma anche la quasi storica White Christmas accende emozioni incredibili a Natale, soprattutto davanti ad un albero colmo di regali. Vi riportiamo i testi intanto e continuiamo la caccia alla nostra colonna sonora preferita: