
Natale non solo per ricevere, ma anche per donare e ascoltare. Le parole del Vangelo della Santa Messa natalizia, a tal proposito, ci dovrebbero far riflettere e fornire nuovo linfa per vivere meglio.

Natale non solo per ricevere, ma anche per donare e ascoltare. Le parole del Vangelo della Santa Messa natalizia, a tal proposito, ci dovrebbero far riflettere e fornire nuovo linfa per vivere meglio.

Fu davvero un momento emozionante, quando finalmente i Re Magi giunsero alla grotta di Betlemme? Non avevano badato a nulla pur di onorare il neonato divino. Erano partiti con i loro eleganti abiti e senza la Stella Cometa non sarebbero mai arrivati. Portavano in dono oro, incenso e mirra e tanta fede che, infatti, ha premiato lo loro ricerca. I Vangeli ci raccontano, esattamente come è andata:

Me lo ricordo ancora e come scordarlo quel senso di angoscia che ti prende il sei gennaio, verso sera, quando realizzi che il giorno successivo devi andare a scuola. Va meglio se hai svolto i tanti, troppi compiti per le vacanze, ma in ogni caso sai che dal giorno successivo ricominceranno i tuoi problemi di bambino o di adolescente, a seconda del corso di studi che hai raggiunto. Interrogazioni, compiti in classe: chi fermerà le insegnanti rilassatissime e pronte a tornare la carica? E’ chiaro che non vale mai la pena di rovinarsi gli ultimi minuti di lontananza dalla vita di tutti i giorni, ma non sempre è facile reagire bene.

Il periodo natalizio è una benedizione per tutti in fondo, anche per chi non è particolarmente appassionato alla festa. Questo perché, se in azienda regalano panettoni e prodotti tipici che, all’occorrenza si possono riciclare e portare ad altri, dall’altro c’è qualche giorno in più di ferie. Un pò di relax ci vuole sempre, soprattutto in un periodo di mezzo, in cui sono lontane le vacanze estive e pure quelle invernali. Come tutte le cose, però, ovviamente, questi giorni tendono a finire e allora c’è un pò il magone, perché di ricominciare con la solita vita nessuno ha proprio voglia. Qualcuno riprende subito dopo il 26 dicembre, altri invece sono più fortunati e resteranno a casa fino al due gennaio,  in ogni caso l’unica consolazione che il periodo, quasi sempre, riserva altri giorni feriali da sfruttare prima della Befana.

Chi non ricorda “Natale” di Giuseppe Ungaretti? Io personalmente l’adoro e la ripeto spesso anche quando non è proprio il 25 dicembre. Se questa per me è la poesia natalizia più famosa, ne ricordo altre che ho letto e studiato a scuola e tra gli autori più prolifici, in questo senso, come non ricordare Umberto Saba e Guido Gozzano?

Quali sono le poesie di Natale classiche, quelle che studiavamo noi a scuola e che, tutt’oggi, qualche volta vengono riprese? Ecco qualcuna di quelle rime storiche che ancora in parte ricordiamo:

Mi chiedo quante maestre fanno ancora studiare ai bambini le poesie d’autore, ancora di più nel periodo natalizio. In fondo, la scuola è cambiata: resistono certe recite a tema, ma rispetto ai nostri tempi il modo di insegnare si è modificato. Questo anche a fronte di una società in continua evoluzione. Eppure come non ricordare le rime famose che troviamo ancora nei nostri vecchi libri ingialliti e che, comunque, fanno sempre parte della nostra cultura? Eccone alcune:

Questa favola è molto significativa e ha un fondo di verità molto forte che i bambini dovrebbero conoscere. Se è vero che nel periodo natalizio, siamo tutti più ricettivi, anche se non è proprio a tema, potreste utilizzarla quando li mettete a nanna e raccontate loro la storia della buonanotte o per distrarli prima di aprire i regali. In fondo la festa è quella che si prova nel cuore e ogni giorno potrebbe essere il 25 dicembre se siamo disposti a cambiare e a migliorarci. A me piace molto: