Il nome dei Re Magi

 

Quello che mi incuriosiva da bambina e, sono sicura di non essere la sola, era il loro nome. Per carità, mi è capitato di conoscere persone che si chiamavano in questo modo ma GaspareMelchiorre e Baldassarre, hanno certamente una origine particolare anche se non tutte le fonti sono concordi. Parliamo, ovviamente, dei Re Magi.

La Befana, piace davvero ai bambini?

Io credo che molto dipenda da due fattori: il primo la regione in cui si nasce, dove magari viene festeggiata in modo più o meno sentito e l’educazione familiare. Io per esempio, l’ho sempre temuta da bambina la Befana. Nessuno mi parlava di lei, in pochi la osannavano, portava via delle feste meravigliose e minacciava di regalare carbone. Non che per me, poi, facesse tanta differenza in fondo. Non ho mai amato i dolciumi, ma certo di fronte agli altri, che figura ci avrei fatto, mostrando l’unico pacchettino con degli oggetti neri e scuri. Come tutti i piccoli, comunque, non ero stupida e mi sono accorta ben presto, che lo stesso carbone era alla fine da mangiare e poi che mi importava, io lo regalavo.

Messa dell’Epifania, la seconda lettura

 

Per i credenti l’Epifania, cioè il sei gennaio, non è solo il giorno della Befana, la vecchina che porta caramelle, doni o carbone ai bambini. E’ anche un momento per pregare perché finalmente i Re Magi sono arrivati alla grotta di Betlemme e sono pronti ad adorare il Bambino Gesù. Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, hanno portato in dono oro, incenso e mirra e con i loro abiti finemente decorati, hanno dimostrato che pure delle persone di rango alto, di fronte alla fede sono disposte a tutto.

Natale con parenti sconosciuti: è giusto?

 

C’è chi ha il coraggio e la possibilità per rifiutarsi, ma i più, sin da piccoli si ritrovano in compagnia di vecchie zie e in generale di parenti che vedranno solo per il Natale. Insomma, come ogni volta, il festival della falsità si compie e si fa finta di salutarsi e volersi bene, anche se poi si tornerà a non cercarsi più. Raramente si riallacciano rapporti, insomma, che continueranno nell’anno successivo, il più delle volte, nella migliore delle ipotesi, ci si incontrerà ancora sempre intorno al 25 dicembre.

Pastorale di S. Alfonso Maria de’ Liguori

 

Solo per qualcuno, ancora oggi, il Natale mantiene il suo spirito originario. Questa festività, infatti, dovrebbe essere principalmente spiritualità e rinnovamento. Sentimenti e sensazioni che passano pure dalla preghiera. La stessa che, nel tempo, ha preso spesso la forma di poesia, in italiano e in dialetto. Quella che vi riportiamo è in napoletano ed è molto profonda e sentita:

Tradizioni di Natale: lo zampognaro

 

Colui che possiede la zampogna, viene detto zampognaro e ancora oggi, soprattutto nei paesi si può notare, da solo o in coppia, mentre la suona. Ancora più facile che ciò accada la mattina del 25 dicembre ed è sempre una sensazione particolare, almeno per me. Si tratta di un curioso strumento musicale dalle caratteristiche arcaiche a fiato, che si è diffuso soprattutto nell’Italia centro-meridionale.